attacco canto

L’ ATTACCO NEL CANTO

Quale tecnica sta alla base di un buon attacco nel canto?

L’attacco nel canto è un momento che richiede una buona concentrazione, affinché ogni corista possa mettere in atto tutti quegli accorgimenti di atteggiamento respiratorio, posturale e di cavità, atti a eseguire il suono più corretto. L’incipit, dunque, richiede una preparazione: occorre possedere una rappresentazione mentale del suono prima ancora di emetterlo.

Tutto ciò che un cantante ha bisogno di conoscere potrebbe essere scritto sul palmo della mia mano.

(Maestro Giovanni Battista Lamperti)

Le funzioni naturali che devono essere abilmente economizzate e coordinate per creare il risultato del canto sono tre: respirazione, fonazione, risonanza/ pronuncia. La buona riuscita di un pezzo, molto spesso è influenzata dall’attacco, per cui, il cantore, dovrebbe focalizzare alcuni punti:

  • l’intonazione
  • la prima parola con cui inizia il brano
  • le parole che seguono
  • il senso della frase
  • le pause

Altezza, timbro, intensità della voce, devono rispecchiare l’intenzione del brano. Per prepararsi all’attacco nel canto non serve incamerare troppa aria, e l’assunzione del fiato non va fatta all’ultimo istante: si deve avere il tempo di impostare l’emissione del suono, pertanto alla “presa d’aria” deve seguire un breve momento di apnea.

L’impostazione vocale cerca sempre di ottenere un attacco morbido, quale che sia l’interpretazione richiesta dal brano. Un suono morbido si caratterizza per una modesta pressione dell’aria; le corde vocali sono completamente addotte e la loro vibrazione inizia col passaggio del fiato attraverso la rima. Che cosa succede se l’impostazione non è corretta? Si producono degli attacchi che presentano alla percezione uditiva delle caratteristiche sonore anomale. Il cantore detiene un atteggiamento che può danneggiare le corde vocali.

Gli errori più comuni

Un suono soffiato si produce alla presenza di un incompleto accostamento delle corde vocali: l’attacco è preceduto da un rumore aspirato, mentre durante l’esecuzione si avverte un suono con molta aria. Questo tipo di attacco può essere associato a una patologia delle corde; data l’insufficiente chiusura, la vibrazione è possibile solo alla presenza di una pressione sottoglottidea aumentata e di una maggiore tensione.

Se il suono è di glottide, la voce è spinta attraverso la rima delle corde, forzate in posizione chiusa; pertanto la pressione necessaria a produrre il suono è elevata e le corde finiscono col rilasciarsi di colpo. Quest’atteggiamento vocale è tipico dei pessimi cantanti rock che producono un suono molto urlato.

Un buon attacco nel canto è il risultato di un corretto funzionamento neuro-muscolare. Poniamo la nostra attenzione sulla postura, in modo da rilassare il funzionamento muscolare; questo garantirà un’azione naturale del respiro, un corretto funzionamento delle corde vocali, e produzione di suono libero. Tutto questo deve avvenire in un atteggiamento rilassato e fiducioso, anziché di ansia e di paura, che causano interferenze, tensioni e malfunzionamenti dello strumento.

L' ATTACCO NEL CANTO
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